Counseling di coppia, per favorire il benessere nella relazione tra partner e con i figli.
Nella coppia spesso la comunicazione viene chiusa e ciascuno si isola nel suo mondo di solitudine. Non c’è peggiore solitudine di quella che viviamo con l’altro.
Non è un fatto raro che la coppia durante il suo ciclo di vita possa affrontare disagi e sperimentare difficoltà che incrinano, giorno dopo giorno, il benessere reciproco e compromettono la possibilità di stare insieme.
Questo avviene soprattutto in concomitanza di determinate fasi del ciclo di vita della coppia o in corrispondenza di avvenimenti critici, come il matrimonio, la nascita di un figlio, la perdita di un familiare, importanti cambiamenti lavorativi, inserimento scolastico, crescita, e svincolo dei figli.
Ormai è riconosciuto il fatto che la rete fasciale di tessuto connettivo è uno dei nostri più ricchi organi sensoriali, se comparata all’innervazione del corrispettivo tessuto muscolare, la parte fasciale è innervata di un numero sei volte maggiore di nervi sensoriali. Per il rapporto sensoriale con il nostro proprio organismo – propriocezione, nocicezione e interocezione viscerale – la fascia rappresenta il principale organo percettivo.
Gregory Bateson e il paradosso della cura, tra Taoismo, Zen e psicoterapie occidentali
Bateson parte dall’idea di una terapia che non si prefigge l’obbiettivo di curare. Questa intenzionalità interferirebbe infatti con i processi stessi della guarigione: i cui esiti sono ora affidati più al paziente che al terapeuta, e sopra a tutti e due, al sistema mentale che essi co-determinano a generare.
In un coinvolgimento aperto e dinamico tra le persone è impossibile definire i contorni della relazione, che sono imprevedibili, tracciati dall’interazione stessa istante per istante; ed è impossibile conoscere completamente i processi responsabili del cambiamento personale.
Lavoriamo in modo strutturato sugli occhi, che insieme a mani e piedi, offrono il miglior tipo di contatto con la realtà. Il radicamento di una persona, sia fisico che psichico, non dipende unicamente dal rapporto del corpo con la terra e con la gravità, dipende soprattutto dal funzionamento dei suoi occhi.
Si può quindi parlare anche di un grounding a livello oculare. Oltre ad esercizi fisici e al tocco su punti del segmento oculare, usiamo esercizi verbali rivolti al processo in corso, basati sul concetto di pulsazione.
Se consideriamo il corpo come un insieme di segmenti, respirare e vedere sono la migliore rappresentazione della pulsazione di base dell’organismo nel suo complesso; perciò, quando lavoriamo sulla pulsazione del segmento oculare, spesso entriamo in contatto con la più profonda pulsazione primaria: il modo in cui una persona “vede” il mondo rispecchia la sua attitudine verso la vita.
Lavoriamo verbalmente per portare ad un più chiaro livello di coscienza l’esperienza dello stato di pulsazione negli occhi e per ampliarne il raggio, esplorando le diverse possibilità.
Attraverso questo tipo di lavoro è possibile sperimentare la sensazione di fluire con gioia fuori dagli occhi, sentendo la possibilità di una forma più profonda e gioiosa di contatto col mondo.
Allo stesso tempo cerchiamo di comprendere quali sono gli ostacoli che impediscono questo libero fluire, a che livello si innesca il meccanismo che impedisce il contatto e che smorza l’esperienza, e come questa difficoltà si rispecchi nel modo di vivere peculiare ad ognuno.