bioenergetica

La distorsione della forza vitale

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Summoning-Life-Force

Quello che come esseri umani desideriamo maggiormente in uno stato di salute è di sentirci vivi. Il sentimento di essere pienamente vivi si associa alla sensazione di connessione autentica con il nucleo profondo della nostra vitalità, l’Endo-Sè, il nucleo non danneggiato, il “volto originario prima della nascita”.

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Regolazione del sé ed emozioni

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COME PORTARE LA REGOLAZIONE DEL Sé NELLA PRATICA CLINICA

MaschereEmozioni

L’auto-regolazione ha a che fare con la regolazione degli affetti, il modo in cui gestiamo le nostre emozioni: come affrontiamo la tristezza, la rabbia, l’eccitazione, le sfide, la paura e la gioia. I segnali della disregolazione emotiva sono legati principalmente all’incapacità di percepire e sentire le nostre emozioni e il nostro corpo. Spesso siamo sopraffatti dalle nostre emozioni, o sentiamo che qualcosa resta sempre irrisolto, compresso o inespresso. La capacità di percepire e gestire le nostre emozioni è essenziale per il nostro benessere: siano esse positive o negative, potenti come la rabbia, o difficili come la tristezza, l’ansia e la depressione. Quando questo non è possibile allora può esserci uno stato di disregolazione.

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La Fascia come organo di senso

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fascia tessuto connettivo

Ormai è riconosciuto il fatto che la rete fasciale è uno dei nostri più ricchi organi sensoriali, se comparata all’innervazione del corrispettivo tessuto muscolare, la parte fasciale è innervata di un numero sei volte maggiore di nervi sensoriali. Per il rapporto sensoriale con il nostro proprio organismo – propriocezione, nocicezione e interocezione viscerale – la fascia rappresenta il principale organo percettivo.

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Trauma infantile: realtà o fantasia inconscia?

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Trauma Infantile: realtà o fantasia inconscia? Freud e Miller a confronto.

Dopo aver a lungo appoggiato e praticato le tecniche proprie della psicoanalisi, Alice Miller è divenuta una delle più tenaci critiche del metodo psicoanalitico come terapia psicologica, nonché della prassi di molti terapeuti, incluso lo stesso Freud (su cui concentra le sue valutazioni). La Miller afferma che la svolta Freudiana verso la fantasia inconscia delle pazienti, a discapito della realtà effettiva del trauma, fosse una forma di difesa dello stesso Freud il quale fu incapace di affrontare la realtà del proprio trauma personale: impossibilitato, da proprie dinamiche interne, a elaborare il lutto rispetto alle vicende della propria infanzia personale, avrebbe preferito modificare la teoria, stendendo così un velo di omertà sopra l’effettiva dimensione del fenomeno degli abusi infantili e mascherando suo malgrado una problematica sociale drammatica. In tale maniera si è ostacolata la possibilità di riconoscere l’enorme diffusione della realtà del trauma infantile.

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Energia e Comportamento

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Uno dei primi a parlare in termini energetici fu proprio Freud. La cosiddetta psicologia dinamica si fonda su un concetto energetico e il postulato stesso di libido si riferisce a una forma non meglio specificata di energia, abbandonata ad un certo punto dallo stesso Freud perché non poteva provarne scientificamente le basi fisiologiche. Per Boadella e Liss  “la bioenergia si riferisce a un fenomeno che ha una molteplicità di manifestazioni, e tuttavia le sue proprietà principali e la sua sorgente sono invisibili. Pertanto, dobbiamo riesaminare il concetto studiandone la storia e i primi segni della sua presenza. Iniziando da Darwin, Freud e Lorenz, osserviamo che i vari concetti di energia vitale, che chiamiamo ‘bioenergia’, sono simili”, e introducono il concetto interessante di energetica del comportamento.

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Portare la Pulsazione negli Occhi

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negli occhi la pulsazione energetica. jpeg
pulsazione energetica negli occhi

Lavoriamo in modo strutturato sugli occhi, che insieme  a mani e  piedi, offrono il miglior tipo di contatto con la realtà. Il radicamento di una persona, sia fisico che psichico, non dipende unicamente dal rapporto del corpo con la terra e con la gravità, dipende soprattutto dal funzionamento dei suoi occhi.

Si può quindi parlare anche di un grounding a livello oculare. Oltre ad esercizi fisici e al tocco su punti del segmento oculare, usiamo esercizi verbali rivolti al processo in corso, basati sul concetto di pulsazione.

Se consideriamo il corpo come un insieme di segmenti, respirare e vedere sono la migliore rappresentazione della pulsazione di base dell’organismo nel suo complesso; perciò, quando lavoriamo sulla pulsazione del segmento oculare, spesso entriamo in contatto con la più profonda pulsazione primaria: il modo in cui una persona “vede” il mondo rispecchia la sua attitudine verso la vita.

Lavoriamo verbalmente per portare ad un più chiaro livello di coscienza l’esperienza dello stato di pulsazione negli occhi e per ampliarne il raggio, esplorando le diverse possibilità.

Attraverso questo tipo di lavoro è possibile sperimentare la sensazione di fluire con gioia fuori dagli occhi, sentendo la possibilità di una forma più profonda e gioiosa di contatto col mondo.

Allo stesso tempo cerchiamo di comprendere quali sono gli ostacoli che impediscono questo libero fluire, a che livello si innesca il meccanismo che impedisce il contatto e che smorza l’esperienza, e come questa difficoltà si rispecchi nel modo di vivere peculiare ad ognuno.